Emergenza Covid -19: Decreto Rilancio – prime novità

Si riportano di seguito alcune delle più rilevanti misure previste dal Decreto 34/2020, cosiddetto “Decreto Rilancio”, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 maggio 2020.

 

Contributo a fondo perduto

Per i soggetti esercenti attività d'impresa, di lavoro autonomo e  di reddito agrario, titolari di partita  IVA, che:

  • abbiano realizzato ricavi o compensi non superiori a Euro 5 milioni nel periodo d’imposta precedente
  • abbiano registrato un ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019

 è riconosciuto un contributo a fondo perduto compreso tra il 20% e il 10% della riduzione di fatturato, a seconda dell’ammontare dei ricavi e dei compensi del periodo d’imposta precedente. L’ammontare  del contributo è  riconosciuto, comunque, per un importo non inferiore a Euro 1.000  per  le  persone fisiche e a Euro 2.000 per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Il contributo spetta anche in  assenza dei requisiti di cui al  presente  comma  ai  soggetti  che  hanno  iniziato l'attività a partire dal 1° gennaio 2019.

Al fine di ottenere il  contributo  i  soggetti interessati  dovranno presentare un’apposita  istanza all'Agenzia delle Entrate, i cui contenuti, termini e modalità di invio  verranno definiti con un futuro Provvedimento.

Il contributo non è riconosciuto:

  • ai professionisti iscritti  agli  enti  di  diritto privato di previdenza obbligatoria;
  • ai lavoratori dipendenti;
  • ai contribuenti che hanno diritto alla percezione delle indennità previste dagli articoli 27 e 38 del decreto legge 17  marzo  2020,    18 (ossia professionisti iscritti alla gestione separata).

 

Indennità (Euro 600  – Euro 1.000)

Per i soggetti già beneficiari, per il mese di marzo, dell’indennità di Euro 600, verrà riconosciuta ed erogata la medesima indennità pari a Euro 600  anche per il mese di aprile 2020, senza necessità di presentare una nuova domanda.

Per i liberi professionisti titolari di partita IVA attiva alla  data di entrata in vigore del presente decreto, iscritti alla  Gestione Separata Inps  (non titolari  di  pensione  e  non  iscritti  ad   altre   forme   previdenziali obbligatorie) è riconosciuta una indennità per il  mese  di  maggio 2020 pari a Euro 1.000 a condizione che ci sia stata una comprovata riduzione di almeno il 33% del reddito del secondo bimestre 2020, rispetto al corrispondente periodo dell’anno 2019.

Per tale indennità si dovrà presentare apposita richiesta all’INPS.

 

Credito d’imposta locazioni

Per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a Euro 5 milioni nel periodo d’imposta precedente, è previsto un credito d’imposta del 60% del canone di locazione di immobili a uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività.

Il credito d’imposta spetta anche, nella minore misura del 30%, in caso di contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo.

Il credito d’imposta:

  • è commisurato all’importo versato nel periodo d’imposta 2020 con riferimento a ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio.
  • spetta a condizione che vi sia stata una diminuzione  del  fatturato  o  dei corrispettivi nel mese di riferimento  di  almeno  il  cinquanta  per cento rispetto allo stesso mese del periodo d'imposta precedente.

Il credito d'imposta di cui ai commi precedenti è utilizzabile nella dichiarazione dei redditi  relativa  al  periodo  d'imposta  di sostenimento  della  spesa  ovvero   in   compensazione successivamente  all'avvenuto  pagamento  dei  canoni. In alternativa si può optare per la cessione del credito al locatore o ad altri soggetti, comprese le banche.

 

Versamento IRAP

Non è dovuto il versamento del saldo Irap 2019 e della prima rata dell’acconto 2020, dai contribuenti che hanno maturato, nel periodo d’imposta precedente, ricavi non superiori a Euro 250 milioni.

 

Proroga versamenti

I versamenti sospesi ai sensi delle specifiche disposizioni del Decreto Liquidità e del Decreto Cura Italia, già posticipati al 30 giugno (vedasi nostra precedente circolare dell’11 aprile), potranno essere effettuati entro il 16 settembre 2020 ovvero mediante rateizzazione, fino ad un massimo di quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 settembre 2020. 

 

Pagamento avvisi bonari

I versamenti delle somme dovute in relazione ai cosiddetti “avvisi bonari” scaduti nel periodo compreso tra l'8  marzo e il  18 maggio 2020, sono considerati tempestivi se effettuati entro il 16 settembre 2020.

Sono altresì sospesi i medesimi pagamenti in scadenza nel periodo compreso tra il 19 maggio e il 31 maggio 2020, con possibilità di effettuarli entro il 16 settembre 2020.

In entrambi i casi i versamenti possono essere effettuati anche in 4 rate mensili di pari importo a decorrere da settembre 2020 con scadenza il 16 di ciascun mese.

 

Rafforzamento patrimoniale imprese

Il Decreto Rilancio presenta una serie di misure finalizzate al rafforzamento patrimoniale di S.p.A., S.r.l, e società cooperative con ricavi superiori a Euro 5 milioni e fino a Euro 50 milioni, che hanno subito una riduzione dei ricavi a causa dell’emergenza sanitaria in corso.

Le misure si concretizzano in una detrazione d’imposta in capo ai soci persone fisiche  e in una deduzione per i soci soggetti Ires oltre che nell’istituzione di un “Fondo Patrimonio PMI”, finalizzato a sottoscrivere strumenti finanziari partecipativi emessi dalle società (se aventi ricavi superiore a Euro 10 milioni).

 

Credito d'imposta per gli investimenti pubblicitari

Viene elevata, per il solo anno 2020, la misura del bonus pubblicità dal 30% al 50%. Limitatamente all'anno 2020, la base di calcolo dell’agevolazione è costituita dall’intero valore dell’investimento pubblicitario effettuato anziché dalle sole spese eccedenti. Con tale regime straordinario, il credito d’imposta si apre alle imprese, ai professionisti e agli enti del terzo settore che iniziano la loro attività nel corso del 2020, ovvero che realizzeranno investimenti inferiori rispetto a quelli effettuati nel 2019, oppure che nell'anno 2019 non abbiano effettuato investimenti pubblicitari.

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